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sabato 15 agosto 2020

Di cuori pratici e lupi solitari.

Una cosa che tutti dovremmo capire è che, non importa quanto abbiamo sofferto, non è mai giusto lasciare la possibilità al nostro ego di prendere il controllo delle nostre esistenze.

Spesso, infatti, all’indomani di un cuore divelto, la risposta più immediata è trincerarsi in sé stessi, chiudere la porta del nostro mondo interiore con la quasi assoluta certezza, di voler e poter, bastare a sé stessi.

 

Scegliere di essere super indipendenti, abbarbicati sull’iceberg che abbiamo messo al posto del cuore, capitani del nostro vascello. Decidiamo di ricoprire il ruolo del lupo solitario. 

Ci affidiamo al vecchio giogo dei ruoli. Sei, sei… e ancora il vecchio frastuono. 

Sei una persona non amabile. 

Sei ingenuo. 

Sei debole. 

Sei dipendente dall’amore. 

Sei profondo, sei superficiale. 

Come se, sapere chi sei, definire chi sei con matematica certezza, fosse un passepartout per un’esistenza, finalmente, serena. 

Nulla di più lontano dalla verità. Sono tutte cose che fanno il gioco del nostro ego. Peccato non riguardino però, il cammino di guarigione dal dolore di un cuore spezzato. 

I cuori non saranno mai una cosa pratica, finché non ne inventeranno di infrangibili

L’ho imparato quando, a otto anni, vidi per la prima volta Il Mago di Oz.

 

Ho impiegato molto tempo ad accettarlo e sì, mi terrorizza ancora.

Entrare in connessione reale con un altro essere umano e mostrarsi vulnerabili è un atto di profondo coraggio e porta con sé un gigantesco rischio quello cioè, di farci ferire. Ancora.

Al contrario, il sentiero solitario che scegliamo di percorrere per guarire, è in realtà, la strada più facile per sigillare la nostra esistenza, renderla asettica, ermetica. Arida.

 

Quando ci concediamo di metterci in discussione nelle relazioni, perdiamo il controllo delle situazioni da dover fronteggiare, diventiamo una variabile di più complicate reazioni chimiche tra due elementi estranei l’uno all’altra. Spesso, quindi, ci troviamo a dover fronteggiare quelle parti di noi che ancora soffrono e che continuano a torturarci. Parti che, quando siamo al sicuro, nella nostra zona di conforto, nella nostra solitudine, possiamo ignorare.

 

Quello che non riusciamo a comprendere è che, l’idea che quando il nostro cuore sarà guarito non avremo più bisogno di nessuno, è una bugia. È il trauma del dolore che cerca un’ennesima scorciatoia. È l’ego che cerca di mettere in gabbia il cuore per evitargli altro dolore e, nel farlo, gli impedisce la vita perché, se non siamo a questo mondo per creare relazioni, per sentire di appartenere a un altro, allora perché mai siamo venuti?

 

Tuttavia, per essere davvero consapevoli di noi stessi e accettare il nostro primitivo bisogno di comunione con l’altro, di essere accettati, dobbiamo prima imparare ad attraversare le nostre ombre, a liberarci dell’orgoglio che ci “difende” dagli altri, ma che allo stesso tempo, ci impedisce di essere visti per quello che, in realtà, siamo. Nel nucleo più profondo.

 

Nessun uomo è un’isola. Questo luogo comune, è una delle poche verità assolute. 

Non siamo lupi solitari. Non esiste nulla del genere. I lupi sono animali da branco. 

La vita che ci è dato vivere, non deve essere un’esperienza di isolamento e disconnessione dal resto del mondo perché, di questo mondo, siamo parte integrante con tutti gli altri.

Non siamo qui per imparare l’arte egO-ista del non ho bisogno di niente e di nessuno. Al contrario, siamo qui per donarci senza fine e lasciare il meglio di noi al mondo.

 

Per questo, quando sentiamo che chiudere il cuore è l’unica strada possibile per sopravvivere al dolore, dobbiamo fare un atto eroico e ricordarci che quel dolore non è solo nostro.

È di chi ce lo ha inflitto, è di chi ci ama e ci vede star male, è nostro che lo sentiamo cibarsi di noi da dentro ed è, di tutti quelli che soffrono. Non siamo soli. Mai. Neppure nel dolore.

Dobbiamo fare gioco di forza su noi stessi e ricordarci che, quel dolore, non ci definisce e di certo non segna la fine della nostra vita. Al massimo, ne traccia un nuovo inizio. Più consapevole.

 

 La verità, è che cresciamo non con gli anni, ma con i danni.

 

martedì 21 luglio 2020

Sulla disponibilità emotiva e l'amore di sé

Hai fatto tutto il percorso, avanti e indietro, milioni di volte.
Hai analizzato, sviscerato e ripetuto ogni parola detta, ogni sospiro, ogni porta in faccia. Hai dato risposte a domande che lui non si è neppure mai posto e sei ancora qui.
Sei encomiabile? Sei determinata? O, forse, sei ancora una volta vittima di te stessa e delle tue strategie?
Non puoi amare un uomo che non è emotivamente pronto all’amore. Non puoi perché, non importa cosa farai, quante lune gli porterai, quanti pianeti farai ruotare intorno alla sua fragile esistenza, sarai sempre sola in quella relazione. Sarà sempre una strada a senso unico.
Guarda, invece, dentro il tuo cuore, senza vergogna, senza paura, sii coraggiosa, sii tu la tua salvatrice e poniti l’unica domanda che importa farsi:

“Quale parte di me vuole così disperatamente quest’uomo”?
E troverai la stessa risposta che eviti così accuratamente. È la parte di te ferita. La bambina impertinente che piange e ha paura di essere abbandonata. Ancora.
È tutto lì. È la paura di non essere scelta che prende il sopravvento e ti incatena a un sentimento che non ti fa vivere. L’amore che nutri per quest’uomo è tutto lì. Non è amore, è altro. Per certi versi è molto più forte dell’amore. È il demone con cui devi fare i conti. I guerrieri, però, i demoni li ammazzano e poi ballano sulle loro tombe, sorella mia.

La relazione con te stessa, è l’unica relazione alla quale vale la pena non smettere mai di lavorare.
Hai il dovere verso te stessa e verso la tua vita di essere una donna integra.
Le nostre emozioni sono spaventosamente potenti, possono stordirci. Di fatto, lo fanno. È importante imparare a non lasciare che guidino le nostre esistenze. È importante imparare ad osservarle, guardarle da vicino sotto un microscopio e catalogarle in sentimenti, ma è ancora più importante ricordare che i sentimenti, sono emozioni, non fatti. Sono responsi emozionali alle circostanze della nostra esistenza. Non importa quanto sembrino reali, dappertutto nel tuo corpo. Tu guardali e ricordati che la sensazione che stai sentendo, probabilmente, viene dal passato che non hai metabolizzato, dall’incertezza del futuro, forse da errate interpretazioni comunicative col soggetto coinvolto, ma sono emozioni. Non sono fatti.
Il grosso del lavoro è capire come reagire alle emozioni e come rimanere fermi nella consapevolezza di sé.
Non vali di meno di quel che sei perché lui non ti ama.
Esci da questa paranoia. Non sei quel che vede lui. Infatti, con ogni probabilità, lui non ti vede. Vede solo sé stesso ed è nel pieno diritto di farlo.
Spesso finiamo per ingannare noi stessi per non sentire il disagio.
Per non sentire che siamo stati di nuovo abbandonati, che non siamo amati, che non siamo all’altezza, decidiamo di non sentire affatto e ci abbarbichiamo in relazioni a senso unico che ci faranno solo più male, perché quel vuoto, quell’assenza di amore, quel non sentire supporto in un abbraccio, in uno sguardo, torneranno a ricordarti che sei a rincorrere le farfalle. Non sei nella relazione che meriti. Non sei nella relazione che vuoi.

Se un uomo ti dice che non può impegnarsi, credigli.
Se un uomo ti dice che non ti ama, credigli.
Se un uomo ti dice che può fare a meno di te, credigli.

Non è necessariamente vero che voglia ferirti, forse sta provando ad essere onesto.
Non è necessariamente vero che voglia ferirti, forse sta solo facendo i conti col suo dolore. È compito suo. Non tuo. Tutto quello che avevi, anche di più, glielo hai già dato. È nascosto da qualche parte dentro lui. Forse lo troverà, più verosimilmente, non lo cercherà più e lo dimenticherà.

Tuttavia la verità è che fino a quando quest’uomo non farà un vero lavoro di crescita interiore, di risoluzione seria dei propri traumi, le sue azioni saranno sempre egoiste e prive di qualsiasi premura nei tuoi riguardi.

È tuo compito, di nessun altro, nutrire la parte di te che ha bisogno di amore.
Sii il tuo lupo, sii saggia, sii tua madre e ricorda che essere amata è un tuo diritto. Ricorda che l’amore è un luogo sicuro, non un posto di segnali caotici dove ogni azione può essere tutto ed il suo contrario. Se devi interpretare quel che ti dice, vuol dire che non ti sta dicendo nulla.

A volte la persona che desideri di più nella tua vita, è l’unica dalla quale devi stare alla larga.
La chiamano vita, amica e, a volte, fa davvero male da morire.